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| Un altro traguardo negativo per Napoli |
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| Scritto da Sergio | |
| Tuesday 26 January 2010 | |
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Ecco la triste top ten dell’inquinamento per il 2009: Napoli (156 superamenti), Torino (151 superamenti), Ancona (129), Mantova (126), Ravenna (126), Frosinone (122), Milano (108), Alessandria (102), Pavia (100), Brescia (99). Ancora sopra la soglia di attenzione ci sono poi le altre grandi città come Roma (67), Venezia (60), Bari (56), Bologna (50), Palermo (48) e Genova (45). Anche per l’ozono, inquinante secondario, marca male, soprattutto nella pianura padana. Dal 1 gennaio di quest’anno viene recepita una direttiva europea del 2002 (con la solita calma) che fissa il limite a 120 microgrammi al metro cubo, su una media di 8 ore, da non superare più di 25 volte l’anno. Novara, con 88 superamenti, guida la classifica dell’inquinamento da ozono, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68). Infine per il biossido di azoto (NO2) i dati a disposizione si riferiscono al 2008 e ci dicono che erano almeno 20 i comuni in cui almeno una centralina ha registrato valori medi annui superiori alla tolleranza massima di 46 microgrammi al metro cubo, valida per quell’anno (il valore obiettivo per il 2010 è di 40 microgrammi al metro cubo). Le peggiori sono Messina (70 microgrammi al metro cubo), Napoli (62) e poi Brescia, Torino e Milano, tutte sopra i 61. Quali sono le conseguenze di questi continui e corposi sforamenti sulla salute dei cittadini? Legambiente cita il rapporto stilato nel 2006 dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dall’Apat (oggi Ispra) dal quale emergeva un dato agghiacciante: in 13 città italiane (Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia-Mestre, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo) negli anni 2002-2004 si sarebbero potuti evitare 8200 decessi l’anno portando la concentrazione di polveri sottili al di sotto dei 20 microgrammi al metro cubo. C’è da farci un pensierino prima di grugnire all’idea della prossima domenica a piedi. |




